Escursione Serie “Abbazie del Lazio”

L’abbazia di Fossanova si trova nel comune di Priverno a 5 km a sud del centro urbano, in provincia di Latina.

Fondata dai Benedettini nel IX secolo sui resti di una villa romana, nel 1134 fu concessa da papa Innocenzo II ad alcuni monaci borgognoni guidati da Benedetto di Chiaravalle, i quali, nel tentativo di risanare il terreno paludoso, scavarono un gran fosso di scolo che diede il nome di Fossa Nova al complesso. Ai Cistercensi dobbiamo la costruzione della chiesa nelle forme attuali: ispirate all’ abbazia di Altacomba, rappresentano un perfetto esempio del primo stile gotico italiano, caratterizzato dalla particolare abside quadrilatera. L’abbazia venne consacrata da papa Innocenzo III nel 1208.

Nel 1274 vi morì San Tommaso d’Aquino. Della tomba originaria, oggi si conserva nella chiesa solamente una lastra di marmo, in quanto il corpo del santo fu trasferito a Tolosa alla fine del XIV secolo. A partire dal secolo successivo comincia il lento declino dell’abbazia, che terminerà nel XIX secolo con la trasformazione del complesso in borgo rurale.

Il nucleo principale dell’abbazia è costituito dalla chiesa e dal chiostro, nel quale si aprono il refettorio, la sala capitolare, l’infermeria e la residenza dell’Abate.

La facciata della chiesa (che doveva essere preceduta da un portico) è insieme semplice e maestosa, con portale fortemente strombato, costituito da un arco a sesto acuto nella cui lunetta è ripreso il motivo del rosone (ventiquattro colonnine binate, sui cui capitelli si impostano archetti a sesto acuto, con funzione di armatura della vetrata intermessa).

L’interno in stile cistercense, costruito interamente in travertino, è basilicale con pianta cruciforme. Il braccio longitudinale, diviso in tre navate con volte a crociera, è scandito da 14 pilastri. Al di sopra dei pilastri, dove si aprono archi gotici, una fila di grandi monofore. Le campate hanno volte a crociera. La navata centrale termina nel presbiterio e nell’abside, che formano un unico corpo rettangolare. All’incrocio fra la navata centrale ed il transetto sorge il tiburio o torre lanterna, a pianta ottagonale.

Nei due bracci sono ricavate quattro cappelline: alla sinistra dell’altare si trova la scala tramite la quale i monaci passavano direttamente dal dormitorio in chiesa. Una cornice di semplice fattura, tipicamente borgognona, corre lungo i due lati della navata centrale a spezzare il verticalismo dell’ambiente.

Dal lato destro della chiesa si accede attraverso un portale al chiostro con pianta rettangolare, in stile romanico su tre lati, gotico nel quarto. Il chiostro era il luogo riservato alla meditazione dei monaci, ed intorno ad esso si sviluppano i principali ambienti del monastero. Di particolare interesse è il lato antistante il refettorio, per le forme delle colonnine e per l’edicola costruita a protezione di un lavabo, la cui base riutilizza una pietra miliare dell’antica via Appia.

Il refettorio, dove i monaci si riunivano per il pasto, è l’ambiente più vasto dopo la chiesa.
Il tetto è sostenuto da cinque archi a sesto acuto; sulla parete destra si trova il pulpito, al quale si accede mediante una scala di pietra. A lato della porta d’ingresso vi è un’apertura attraverso la quale le vivande venivano passate direttamente dalla cucina al refettorio.

Su un altro lato del chiostro si apre la sala capitolare, uno degli ambienti più importanti del monastero, dove i monaci si riunivano ogni mattina per leggere un capitolo della Regola di San Benedetto e per discutere delle questioni più importanti. La sala è coperta da una doppia volta a crociera, che si appoggia a semipilastri a fascio addossati alle pareti e a due pilastri al centro.

Subito fuori il nucleo principale si sviluppano l’infermeria dei conversi (oggi sala per attività culturali), la foresteria (sede del Museo Medievale), i resti di quello che fu l’ospizio per i pellegrini, le stalle e la Grangia (edificio dove venivano conservati i prodotti ricavati dalla coltivazione dei terreni annessi all’abbazia).

Sabato 12 marzo 2022

Responsabile: Enrico Ragni

Intera giornata

Mezzi propri

Pranzo libero

Costo: € 10,00 + € 3,00 qualora si rendessero necessari i dispositivi radio per garantire il rispetto del distanziamento personale.

Prenotazione obbligatoria entro il 9 marzo.

È necessario il Green Pass.

Tutti i partecipanti dovranno rispettare le norme di sicurezza Coronavirus previste dalle vigenti disposizioni di legge.

Informazioni e prenotazioni in segreteria.

Il luogo incontro è soggetto a conferma all’atto della prenotazione.

Luogo Incontro: Piazza Bologna – Roma – Ore: 07:30