Enea ed Evandro

Uscita serale

Si parte, seguendo il percorso indicato da Virgilio, dall’Ara Massima di Ercole (situata sotto la Chiesa di S.Maria in Cosmedin), innalzata da Evandro stesso nell’angolo Sud-Occidentale della vasta area del Foro Boario. Ci dirigeremo verso l’Ara Carmentale, presso l’omonima porta delle mura serviane. Quindi, costeggiando le pendici orientali del Campidoglio, passeremo vicino al luogo del bosco, situato tra le due cime del colle Capitolium e Arx, adibito da Romolo ad Asilo. Proseguendo nella passeggiata, raggiungeremo le pendici del Palatino, dove era il Lupercale, vicino al luogo in cui ora sorge la chiesa di Santa Anastasia. Successivamente passando sotto alla rupe Tarpea e al Campidoglio, chiuderemo la visita sotto al tempio di Giove Capitolino, costruito da Tarquinio Prisco.

Aeneadas magnos et nobile Pallanteum. spondaico hinc lucum ingentem, quem Romulus acer asylum rettulit, et gelida monstrat sub rupe Lupercal Parrhasio dictum Panos de more Lycaei. nec non et sacri monstrat nemus Argileti 345 testaturque locum et letum docet hospitis Argi. hinc ad Tarpeiam sedem et Capitolia ducit aurea nunc, olim silvestribus horrida dumis. iam tum religio pavidos terrebat agrestis dira loci, iam tum silvam saxumque tremebant. 350 ‘hoc nemus, hunc’ inquit ‘frondoso vertice collem (quis deus incertum est) habitat deus; Arcades ipsum credunt se vidisse Iovem, cum saepe nigrantem aegida concuteret dextra nimbosque cieret. haec duo praeterea disiectis oppida muris, 355 reliquias veterumque vides monimenta virorum. hanc Ianus pater, hanc Saturnus condidit arcem; Ianiculum huic, illi fuerat Saturnia nomen.’ talibus inter se dictis ad tecta subibant pauperis Evandri, passimque armenta videba

Camminando mostrò a mano a mano l’ara e la porta che ancora oggi i Romani chiamano Carmentale, antichissimo onore alla Ninfa Carmenta, fatidica indovina che prima vaticinò il nobile Pallanteo e gli Eneadi futuri. Gli additò da una parte la gran selva in cui Romolo ha accolto poi i fuggiaschi, e sotto una rupe gelida e ventosa l’oscura grotta del Lupercale consacrata all’uso arcadico a Pane liceo. E gli indicò anche il bosco del sacro Argileto narrandogli la morte del suo ospite Argo. Di là li guidò alla rupe Tarpea e al Campidoglio adesso tutto d’oro, allora intricato forteto. Ma già fino da allora la santità orrenda del luogo atterriva quei semplici campagnoli, tremanti di sacro terrore al vedere la selva e la rupe. “Un Dio ignoto – disse – abita questo bosco, questo colle di tufo dalla cima selvosa: a noi Arcadi è parso d’aver veduto Giove in persona, nell’atto di scuotere l’egida che ottenebra il cielo e di adunare le nuvole. E guarda laggiù quei due castelli in rovina, reliquie e monumenti degli antichi abitanti: furono costruiti da Saturno e dal padre Giano, l’uno è il Gianicolo l’altro si chiama Saturnia.” Così parlando tra loro s’avvicinavano all’umile tetto del povero Evandro, e vedevano armenti sparsi nel Foro Romano e nelle ricche Carine.

Prenotazione obbligatoria

Giovedì 25 giugno 2020, ore 19:30 – 21:00

Responsabile: Dott. Gianfranco Gazzetti

Costo: € 6,00

Tutti i partecipanti dovranno rispettare le norme di sicurezza previste dalle vigenti disposizioni di legge relative all’emergenza Coronavirus.

Info e prenotazioni in segreteria.

Il luogo incontro è soggetto a conferma all’atto della prenotazione.

 

Luogo Incontro: Bocca della Verità - Roma - Ore: 19:30

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