Certosa di Trisulti

Escursione Serie “Abbazie del Lazio”

Domenica 22 maggio 2022

Responsabile: Enrico Ragni

Ingresso visita: ore 11:00

Intera giornata

Mezzi propri

Pranzo libero

Costo: € 10,00 + € 3,00 qualora si rendessero necessari i dispositivi radio per garantire il rispetto del distanziamento personale.

Prenotazione obbligatoria entro il 18 maggio.

È necessario il Green Pass rinforzato.

Tutti i partecipanti dovranno rispettare le norme di sicurezza Coronavirus previste dalle vigenti disposizioni di legge.

Informazioni e prenotazioni in segreteria.

La Certosa di Trisulti è un monastero situato nel comune di Collepardo (provincia di Frosinone), sui monti Ernici. Nel 1947 è passata alla Congregazione dei Cistercensi di Casamari. Il nome Trisulti, di origine latina, deriva dal termine “tres saltibus” nome attribuito ad un castello del XII secolo gestito dai Colonna che dominava i tre valichi o “salti” che conducevano verso l’Abruzzo,  Roma e la Ciociaria. Del castello non rimangono che pochi ruderi. Tale nome fu poi esteso al territorio circostante.

Accanto alla Certosa si trovano i ruderi di un monastero benedettino del X secolo, abbandonato quando papa Innocenzo III affidò ai Certosini il compito di costruirne uno nuovo, che fu consacrato nel 1211 e più volte rimaneggiato nei secoli successivi, particolarmente nel ‘700.

Si accede alla Certosa attraverso un portale sormontato da una caditoia e da un busto di San Domenico. Superato il portale, un cancello immette nella farmacia, preceduta da un piccolo giardino le cui piante sono state potate a imitazione di animali e figure fantastiche. La farmacia, nelle cui vetrine sono conservati numerosi contenitori per le erbe medicinali, testimonia l’attività principale della Certosa, mantenuta fino ai nostri giorni: produzione di medicamenti e liquori. L’interno conserva l’arredo ottocentesco. L’ingresso e il salotto di attesa furono decorati dal pittore napoletano Filippo Balbi, che rappresentò in suggestivi trompe-l’oeil preziose nature morte, animali e figure caricaturali di popolani. Si entra quindi nel bel piazzale, dominato da una fontana settecentesca, su cui si affacciano l’antica foresteria in stile romanico-gotico, denominata Palazzo di Innocenzo III, la biblioteca, che ospita circa 36.000 volumi e la chiesa di San Bartolomeo.

La chiesa, dedicata alla Vergine Assunta, a San Bartolomeo e a San Bruno, fondatore dei Certosini, è stata più volte rimaneggiata, cosicché all’originaria struttura gotica si è sovrapposto un impianto decorativo barocco. La facciata è del 1768, a due ordini, di cui quello superiore arretrato. L’interno a navata unica è diviso a metà da una struttura simile ad una iconostasi, che divide la parte riservata ai padri da quella riservata ai conversi. I due preziosi cori lignei sono opera rispettivamente di Fra Stefano (1688) e di Mastro Iacobo (1546). Nella chiesa sono inoltre conservate pregevoli opere pittoriche di Filippo Balbi, tra cui un dipinto della Strage degli Innocenti.

La volta è affrescata con la rappresentazione della Gloria del Paradiso, opera di Giuseppe Caci. Pregevole l’altare maggiore, ricchissimo di marmi. Dalla chiesa si passa al piccolo chiostro utilizzato come cimitero dei monaci e quindi alla sala capitolare. Il grande chiostro, settecentesco, è di forma rettangolare, circondato da un portico. Sempre del ‘700 è il refettorio.

 

Luogo Incontro: Piazza Bologna - Roma - Ore: 09:00

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