Lezione on line

Secondo la tradizione le icone Mariane hanno origini antichissime: l’evangelista Luca infatti avrebbe per tre volte ritratto Maria, mentre era ancora viva. Forse per questo motivo la Madre di Dio (theotókos) è il soggetto preferito dai pittori di icone. Molto raramente è rappresentata da sola, senza il figlio. Di solito il suo capo è coperto da un mantello (maphórion) rosso, simbolo del divino, che avvolge la sua figura lasciando intravedere la tunica azzurra che rappresenta la natura terrena della Vergine. L’abbreviazione (Meter Theou) che sempre si trova ai lati del suo capo. vuol dire, in greco, Madre di Dio. È opinione comune che le icone facciano parte sopratutto della cultura bizantina o siano patrimonio della religiosità russa: è importante invece considerare che fino al 1054, data dello scisma tra la chiesa di Roma e quella di Costantinopoli, queste distinzioni non esistevano e le icone già da 5 secoli avevano diffusione in tutto il mondo cristiano. Roma si vanta di possedere alcune delle icone più belle del mondo, infatti molte chiese romane le conservano al loro interno. Le cinque icone che analizzeremo insieme sono solo le più antiche, che costituiscono «le vestigia romane del culto mariano».

Prenotazione obbligatoria

Mercoledì 10 giugno 2020, ore 17:00 – 19:00

Relatore: Dott.ssa Angela Luchini

Costo: € 15,00

Dove: dal divano di casa

Chiusura iscrizioni: 8 giugno

La lezione verrà tenuta on line, per partecipare sarà sufficiente seguire queste istruzioni:

1 – Contatta la segreteria scrivendo una mail all’indirizzo di posta info@gruppoarcheologico.it
2 – Effettua il bonifico entro due giorni lavorativi dall’inizio della lezione ed invia in contemporanea la ricevuta di pagamento alla segreteria.
3 – Scarica Skype e clicca sul link che verrà fornito dalla segreteria.