Semiramide, leggendaria regina assira

Lezione

“A vizio di lussuria fu sì rotta che libito fè licito in sua legge, per torre il biasmo in che era condotta”

(Dante, Inf. V, 55-57) Semiramide o Shammuramat, leggendaria regina degli Assiri, moglie di Nino e madre di Ninyas, successe al marito che avrebbe fatto uccidere, secondo le fonti a lei ostili. Durante il suo regno fondò le città di Van e di Babele e costruì importanti opere fra cui i giardini pensili di Babilonia ed il mausoleo di Nino. Combatté e conquistò l’Etiopia e l’India, guidando lei stessa il suo esercito.

Tuttavia passò alla storia più per la sua licenziosità che per i suoi 45 anni di governo; la tradizione storiografica non le perdonò di aver regnato così a lungo e con politica lungimiranza in un mondo nel quale la donna non possedeva alcuna dignità pubblica.

Illuminante su questa donna discussa ma certo protagonista del suo tempo quanto riporta un’iscrizione attribuita alla stessa regina: ” La natura mi ha donato un corpo di donna, ma le mie azioni mi hanno resa pari agli uomini più valorosi. Prima di me nessun assiro aveva visto il mare, io ne ho visti quattro…. Ho innalzato fortezze inespugnabili… E, in mezzo a tutte queste occupazioni, ho trovato il tempo per i miei piaceri e i miei amori”.

Prenotazione obbligatoria

Venerdì 4 dicembre 2020, ore 17:00 – 19:00

Relatore: Dott. ssa Giuseppina Ghini

Costo: € 15,00

Chiusura iscrizioni: 2 dicembre

La lezione potrà essere seguita solo tramite collegamento Skype.

Per partecipare segui queste istruzioni:

1 – Contatta la segreteria scrivendo una mail all’indirizzo di posta info@gruppoarcheologico.it specificando la lezione scelta.
2 – Modalità di pagamento on line – Effettua il bonifico entro due giorni lavorativi dall’inizio della lezione ed invia in contemporanea la ricevuta di pagamento alla segreteria.
3 – Scarica Skype e clicca sul link che verrà fornito dalla segreteria.

 

Luogo Incontro: - Roma - Ore: 17:00

Aggiungi al Calenderio Google Aggiungi al calendario Apple

Leave a Reply

Theme by Anders Norén