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author: Massimo Romiti |
Imperatori
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VESPASIANO 69 - 79 Falacrinae, vicino Rieti, 17 novembre 9 Titus Flavius Vespasianus. Sposato con: Flavia Domitilla. Dopo
una modesta carriera militare, Nerone,
riconosciute le sue doti organizzative, gli affidò nel 66 il comando
della guerra in Giudea. Dopo la morte di Nerone le operazioni subirono una
interruzione per il succedersi nel 69 di ben tre imperatori che V. fece
comunque riconoscere ai suoi soldati. Convinto dalle legioni siriane del legato Muciano, il primo luglio 69 fu proclamato dai soldati quindi riconosciuto in Oriente e poi in Mesia, Pannonia e Illiria mentre a Roma era ufficialmente imperatore Vitellio. Antonio Primo, legato della VII legio Claudia di stanza in Pannonia e favorevole a V., senza attendere i rinforzi dall'Oriente piombò in Italia battendo ripetutamente i vitelliani fin quando in violentissimi scontri a Roma Vitellio stesso fu ucciso il 20 dicembre 69. Il 22 dicembre il senato riconobbe V. imperatore conferendogli i titoli e gli onori abituali. L'assemblea votò poi la lex de imperio Vespasiani prima carta costituzionale che elencò tutte le prerogative della dignità imperiale: l'imperatore, cioé V. non era vincolato da leggi o plebisciti, poteva disporre riguardo alle cose umane e divine secondo quanto riteneva opportuno per lo Stato, era sua facoltà stipulare trattati e alleanze, convocare il senato ed esercitare la selezione sui canditati alle magistrature. Entrato a Roma solo nell'agosto 70, V. si preoccupò, dopo l'anno terribile dei tre imperatori, di riparare ai danni delle guerre civili. Si adoperò così per ristabilire un clima di serenità e tranquillità con alcune opere propagandistiche (costruzione del Foro della Pace a Roma) e risolvendo i problemi costituzionali della successione imperiale con la creazione di una dinastia, il figlio Tito nel 71 fu infatti proclamato ufficialmente erede. Prima preoccupazione fu risolvere l'irrequietezza e indisciplina dei soldati, sciolse quindi le legioni renane sostituendole con nuove leve arruolate tra i cittadini delle province di recente romanizzazione mentre le coorti pretoriane furono ridotte da 16 a 9 e costituite quasi totalmente da cittadini italici. Per risolvere la disastrosa situazione economica ridusse al minimo le spese dell'amministrazione imperiale, perseguitò ogni tentativo di evasione fiscale, incrementò la tassazione di alcune province mentre tolse ad altre l'esenzione e alcuni protettorati furono trasformati in province in modo da sottoporli a tassazione. Intanto proseguì l'opera di consolidamento della dinastia creando una clientela politica di supporto alla sua famiglia, furono infatti immessi nel senato nuovi elementi a lui devoti e fedeli mentre gli avversari venivano duramente perseguitati. In politica estera consolidò le difese in Africa, in Oriente e lungo il confine danubiano, tra il 74 - 84 Agricola portò a conclusione la conquista della Britannia mentre fu occupato lo strategico saliente tra Reno e Danubio, gli Agri Decumates. Fedele alla religione romana tradizionale, V. restaurò numerosi templi e ripristinò antiche cerimonie dando molta importanza al culto imperiale. Colpito da febbre si ritirò nella sua villa di Aquae Cutiliae (Cotilia vicino Rieti) dove morì il 24 giugno 79.
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