TIBERIO 14 - 37 Fondi, 16 novembre 42 a.C. Tiberius Claudio Nero poi da imperatore Tiberius
Iulius Caesar Augustus.
Sposato con: Vispania; 12 Giulia (vedova di Agrippa)
Brillante
letterato e abile comandante militare, T. arrivò ad essere imperatore
perché una morte prematura colpì tutti quelli che Augusto
aveva designato prima di lui come successori. Alla morte di Augusto fu
così richiamato a Roma ed eletto dal senato il 17 settembre del
14.
Nonostante T. avesse restituito al senato alcune prerogative come l'elezione
dei magistrati, l'aristocrazia senatoria fu a lui sempre ostile desiderosa
com'era di riprendere l'antico potere. Non meno ostile gli era la plebe
perché vedeva in lui, nobile esponente della famiglia dei Claudi,
un aristocratico di tendenze antipopolari. Così di fronte alla
freddezza dei suoi concittadini T. che già aveva un carattere difficile,
divenne sempre più introverso allontanandosi addirittura da Roma
per la splendida residenza di Capri.
Il prefetto del pretorio Seiano approfittò della situazione organizzando
una congiura che fu prontamente stroncata da T. nel 31, a riprova di come
il potere fosse saldamente nelle sue mani e l'isolamento solo apparente.
Il suo tentativo di diminuire il peso dei ceti italici nell'esercito e
nell'amministrazione, per un'equiparazione con le popolazioni delle province,
fu poi altra ragione dell'ostilità del senato e della plebe romana.
Questa politica rientrava nell'opera di romanizzazione che T. cercò
di attuare, in questo senso vanno infatti interpretati alcuni provvedimenti
come la proibizione dei culti druidici nelle Gallie e l'allontanamento
degli Ebrei da Roma. In politica estera T. mirò al consolidamento
delle precedenti conquiste, non passò infatti né il Danubio
né il Reno, consolidò il protettorato romano sull'Armenia
e Tracia e represse insurrezioni in Africa e in Gallia.