Associato
dal padre Valentiniano I il 24 agosto 367, divenne augusto per tutto l'Occidente
dopo la morte di questi il 17 novembre 375. Educato dal poeta Ausonio,
si sforzò per migliorare i rapporti con il senato e introdusse
alcune funzionali novità nella tattica militare. Dopo la disastrosa
sconfitta di Adrianopoli che vide la morte di Valente il 9 agosto 378,
chiamò all'Impero il generale Flavio Teodosio nominandolo augusto
per l'Oriente.
Nella drammatica situazione politica e militare G. si sforzò di
creare e rafforzare l'unità religiosa dello Stato nel cristianesimo.
Così abbandonò il titolo pagano di Pontefice Massimo, eliminò
le immunità concesse ai collegi sacerdotali e rimosse dal senato
l'altare dedicato alla Vittoria. Nel 383 si ribellò in Britannia
il generale Magno Massimo, quando questi invase la Gallia, G. fu abbandonato
dai suoi soldati e catturato a Lione fu ucciso il 25 agosto 383.